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Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.
Procida è ricca di sapori autentici, colori pastello e panorami mozzafiato.
È la più piccola isola dell’arcipelago flegreo ed è conosciuta come l’Isola di Arturo, personaggio che incarna la sua anima selvaggia, per via dell’omonimo libro scritto da Elsa Morante. Qualcun altro la conosce anche come l’isola de “Il Postino”, il film di Massimo Troisi che qui ha girato alcune scene.
Un’isola molto legata alla cultura, grazie al festival/concorso letterario che si tiene ogni anno.
Ma ciò che colpisce di più di Procida è sicuramente il colore delle case, arroccate l’una sull’altra. Ognuna ne ha uno diverso, cosicché i pescatori potessero riconoscere la propria anche dal mare. Un incontaminato borgo, in cui silenzio e natura attraversano la storia. Ma, nonostante questo, capita di essere travolti dal folklore di una vecchietta che cala il paniere dalla finestra o di un fruttivendolo che trascina la sua carretta o, ancora, delle lenzuola svolazzanti stese al sole.
La sua prorompente natura selvaggia si manifesta, inoltre, nella Riserva Naturale Statale Isola di Vivara, parte di un cratere vulcanico originatosi circa 55 mila anni fa, collegato a Procida da un ponticello lungo circa 100 metri.
E se non fosse abbastanza, siamo pronti a creare un itinerario a Procida che soddisfi passioni, idee ed esigenze personali.
